Nota: lo scopo della presente relazione è quello di offrire una breve panoramica sulle attuali tendenze e direzioni delle attività di disinformazione legate alla COVID-19/Coronavirus. In linea con il mandato del Servizio europeo per l’azione esterna (seae), la presente relazione non fornisce una visione esaustiva o completa, ma si concentra principalmente sulla dimensione esterna. La relazione è stata redatta dalla divisione dedicata alla comunicazione strategica e all’analisi dell’informazione del SEAE, che collabora con l’UE per contrastare la disinformazione, anche attraverso l’individuazione, l’analisi e la denuncia delle campagne di disinformazione. Al fine di combattere la disinformazione nonché di identificare e analizzare quella riguardante la diffusione della COVID-19, il SEAE sta lavorando in stretta collaborazione con la Commissione europea e gli Stati membri dell’UE. Su questo argomento, il SEAE coopera inoltre con altri partner internazionali (G7, NATO e attori non statali). I risultati vengono regolarmente pubblicati sul sito EUvsDisinfo.eu e sui canali dei social media. Le informazioni sono condivise con le istituzioni e gli Stati membri dell’UE in tempo reale, nonché attraverso il sistema di allarme rapido sulla disinformazione.

Sintesi

Come indicato nelle relazioni precedenti, la disinformazione, i miti e la cattiva informazione continuano a proliferare in tutto il mondo, con conseguenze potenzialmente dannose per la sicurezza pubblica, la salute e l’efficacia della comunicazione di crisi. A tale riguardo, è importante distinguere le forme molto diverse di cattiva informazione e disinformazione, oltre alle altre forme di manipolazione delle informazioni. Non tutte, ma alcune parti di questa attività sono legate ad attività intenzionali e coordinate, spesso svolte dallo Stato o da soggetti promossi da quest’ultimo. Ciò comprende, ad esempio:

 

  • Campagne coordinate condotte negli Stati membri UE e nelle regioni confinanti che promuovono informazioni sanitarie false e disinformazione riguardo all’UE e ai suoi partner, tra cui i media e i canali dei social media stranieri controllati dallo Stato.
  • Relazioni segnalanti la presenza di sforzi continui volti a deviare la colpa riguardo allo scoppio della pandemia, implicando delle tattiche sia palesi che segrete.
  • L’analisi dello Stratcom del SEAE e di gruppi esterni dimostra come una quantità di disinformazione estremamente dannosa riguardo alla COVID-19/Coronavirus stia diventando particolarmente virale nei mercati dei media più piccoli all’interno e all’esterno dell’UE, dove le imprese del settore tecnologico sono meno incentivate ad adottare contromisure adeguate.

 

Nel dettaglio: disinformazione, propaganda e altre attività legate alla COVID-19

(2 – 22 aprile)

Analogamente al periodo oggetto della precedente relazione, si è assistito a una proliferazione di diversi episodi di mala-informazione e disinformazione, oltre ad altre forme di manipolazione e distorsione. Nonostante il loro impatto potenzialmente grave sulla salute pubblica, fonti ufficiali sostenute dagli Stati di diversi governi, tra cui la Russia e, in minor misura, la Cina, continuano a bersagliare ampiamente sia il pubblico dell’UE sia il grande vicinato con interpretazioni complottistiche e disinformazione. Questo aggiornamento fornisce elementi aggiuntivi che non riguardano l’intero spazio di informazione e non devono ritenersi esaustivi. Si tratta principalmente di illustrazioni ed esempi delle diverse attività osservabili.

 

Dietro a campagne mirate e, a volte, sostenute dallo Stato, continuano a proliferare ampiamente sulle piattaforme dei social media teorie complottistiche e contenuti falsi o fuorvianti relativi alla COVID-19/Coronavirus. In un’analisi che ha interessato cinque lingue europee e l’arabo, l’ONG Avaaz ha riscontrato che «milioni di utenti Facebook vengono tuttora esposti al rischio di consumare su vasta scala cattive informazioni riguardo al coronavirus, potenzialmente nocive». Avaaz ha analizzato un contenuto a campione, scoprendo, a quanto pare, che era stato condiviso oltre 1,7 milioni di volte su Facebook e, in base a una stima, visualizzato 117 milioni di volte[i].

 

Lo Stratcom del SEAE ha svolto un’ulteriore analisi in altre nove lingue UE e non UE, tra cui il ceco, il tedesco, il polacco, il russo e l’ucraino. In tutte le lingue, i contenuti falsi o fuorvianti continuano a diventare virali, perfino dopo essere stati segnalati dai fact checkers locali. Mentre il numero totale di persone raggiunte è impossibile da calcolare, si può affermare con certezza che il rispettivo contenuto sta raggiungendo milioni di utenti nelle aree linguistiche analizzate.

Un post su una pagina pubblica in ucraino afferma che il latte aiuta a combattere il COVID-19.

Un canale YouTube in tedesco finanziato dal Cremlino lascia intendere che «la pandemia non c’è mai stata» (circa 900 000 visualizzazione e 5000 commenti)

 

Esiste inoltre una quantità crescente di prove riguardo all’impatto della disinformazione legata alla COVID-19/Coronavirus e delle interpretazioni sulla salute pubblica e sulla comunicazione ufficiale di crisi.

 

  • Un terzo della popolazione di 6 paesi (Argentina, Germania, Corea del Sud, Spagna, Regno Unito e USA) afferma di aver assistito, durante la scorsa settimana (fino al 15 aprile), a «una gran quantità» di informazioni false o fuorvianti riguardo alla COVID-19 sui social media e sulle applicazioni di messaggistica[ii].
  • Un terzo dei cittadini del Regno Unito crede che la vodka possa essere utilizzata come disinfettante per le mani.
  • Secondo una relazione della BBC, in una provincia iraniana sono morte più persone per aver bevuto alcool per uso industriale rispetto che di COVID-19, basandosi sulla falsa indicazione che l’alcool avrebbe protetto dal virus[iii].
  • Le teorie complottistiche riguardo al fatto che le antenne per le telecomunicazioni 5G facilitino, a quanto pare, la diffusione della COVID-19, hanno provocato atti di vandalismo e soprusi nei confronti del personale delle telecomunicazioni in diverse località nei Paesi Bassi, in Belgio e nel Regno Unito[iv].
  • Sempre più persone si radunano regolarmente a Berlino per protestare contro il «terrorismo sulle vaccinazioni», affermando che il COVID-19 non è «nient’altro che una semplice influenza» [v].
  • L’SWG, agenzia italiana di sondaggi, ha riscontrato il fatto che la percentuale di intervistati che affermano di come la Cina sia stata amichevole nei confronti dell’Italia è salita fino al 52% a marzo, dal 10% di gennaio, mentre la percentuale di intervistati che hanno riportato di confidare nelle istituzioni UE è scesa fino al 27% a marzo, dal 42% di settembre[vi].

 

Interpretazioni e attività che bersagliano e si riferiscono all’UE

Nelle relazioni precedenti abbiamo elencato una serie di interpretazioni e attività tra le più ricorrenti. Molte di queste attività stanno continuando. Per esempio, durante il periodo considerato dalla presente relazione, è stato confermato il fatto che le fonti pro-Cremlino e i mezzi di comunicazione russi dello Stato continuino a condurre una campagna coordinata con il duplice obiettivo di ostacolare l’UE e la sua risposta alla crisi, nonché di generare confusione riguardo alle origini e alle ripercussioni sulla salute della COVID-19/Coronavirus. La disinformazione sulla COVID-19/Coronavirus sostenuta dal Cremlino continua a proliferare ampiamente sui social media, nonostante si trovi in contraddizione con l’orientamento ufficiale dell’OMS e le norme relative ai contenuti delle imprese operanti nel settore dei social media. Esistono anche delle prove di una pressione coordinata da parte delle fonti ufficiali cinesi per deviare la colpa riguardo allo scoppio della pandemia[vii] e della pubblicazione di dichiarazioni e prestazioni d’assistenza bilaterale, con dei sondaggi in alcuni paesi riportanti la percezione di una Cina più collaborativa rispetto all’UE nella lotta alla pandemia[viii].

 

Per ulteriori informazioni si prega di consultare il sito www.euvsdisinfo.eu

 

Dimensione internazionale

Alcune fonti controllate dallo Stato e rivolte al pubblico nell’UE, nei paesi del partenariato orientale, nei Balcani occidentali e nella regione MENA continuano a raffigurare l’UE e i suoi partner come inefficaci, divisi e cinici nella loro risposta alla COVID-19. Di conseguenza, la pandemia viene ripetutamente presentata come una debolezza dei sistemi democratici nel gestire la crisi in modo efficace. La Russia e il regime siriano stanno conducendo un’azione di disinformazione coordinata volta a screditare l’ultima relazione dell’OPCW, incolpando nel frattempo gli USA per la mancanza di assistenza medica ai rifugiati siriani nei campi di Al Rukban e Al Hol e sostenendo che gli Stati Uniti starebbero sottraendo a tali rifugiati gli aiuti dell’ONU per destinarli invece ai gruppi terroristici.

 

Parallelamente, assistiamo a una pressione continuativa e coordinata da parte di alcuni soggetti, tra i quali alcune fonti cinesi, volta ad allontanare qualsiasi colpa in merito allo scoppio della pandemia, mettendo al contempo in risalto l’assistenza bilaterale. Molte relazioni confermano un alto livello di coordinamento tra le diverse parti del sistema cinese per quanto riguarda la messaggistica e l’amplificazione dei messaggi mediante lingue e canali di comunicazione diversi, tra cui l’utilizzo di tattiche palesi e segrete[ix].

 

Molti soggetti, tra cui i mezzi di disinformazione pro-Cremlino, continuano a condividere con il pubblico internazionale informazioni sanitarie fuorvianti e ingannevoli riguardo alla COVID-19/Coronavirus. Buona parte della disinformazione si trova direttamente in contraddizione con l’orientamento ufficiale dell’OMS, nonché con le norme relative ai contenuti delle piattaforme online.

 

Si riscontrano tentativi analoghi di sfruttamento della crisi di COVID-19/Coronavirus per lanciare messaggi falsi riguardo ai vaccini. Questi ultimi implicano spesso delle teorie complottistiche estreme e vertono sul fatto che i governi imporranno la vaccinazione di massa e l’impianto di nanochip forzati in modo da istituire il controllo sociale, oppure sul fatto che i vaccini siano inefficaci o assolutamente dannosi. Bill Gates è un bersaglio comune di queste interpretazioni. Ne forniamo alcuni esempi:

 

 

Una categoria di disinformazione particolarmente preoccupante e dannosa riguarda le affermazioni relative a cure e trattamenti falsi contro il COVID-19/Coronavirus. Esempi:

 

 

Una categoria di disinformazione legata alla salute sta tentando di minimizzare la pandemia suggerendo che si tratti di un imbroglio, affermando ad esempio che il tasso di mortalità sia gonfiato. Questi messaggi sono spesso focalizzati sul tentativo di indebolire la fiducia nei confronti delle istituzioni e dei governi, vertendo sul fatto che questi ultimi stiano utilizzando la pandemia come una scusa per esercitare un potere e un controllo indebiti sui cittadini. Esempi:

 

 

Ulteriore selezione di attività che sono state segnalate

Gli ufficiali cinesi e i media dello Stato cercano di limitare qualsiasi menzione di Wuhan come origine della COVID-19[x], servendosi di nuove restrizioni domestiche riguardo alla pubblicazione di ricerche legate al COVID-19 in Cina[xi]. Alcuni canali dei social media controllati dallo Stato continuano a diffondere la teoria relativa al fatto che lo scoppio a Wuhan sia collegato ai rappresentati militari USA, indicando un’intenzione continuativa di seminare confusione riguardo all’origine del virus[xii].

 

Esistono inoltre prove significative di operazioni segrete cinesi sui social media. ProPublica ha scoperto una rete su Twitter coinvolta in una campagna coordinata volta al condizionamento e ricollegabile al governo cinese[xiii]. Il Daily Telegraph ha scoperto che i media dello stato cinese eludono le norme relative agli annunci pubblicitari politici delle piattaforme dei social media e che comprano pubblicità volte a elogiare la gestione della crisi di COVID-19/Coronavirus da parte della Cina e ad attaccare gli USA[xiv]. Secondo il Daily Telegraph, «gli annunci pubblicitari fanno parte di una campagna di propaganda mondiale, coordinata su Facebook, Instagram, Twitter e sui media tradizionali, col tentativo di dipingere la Cina come leader globale nella lotta contro la Covid-19 e di sovrastare le accuse sul fatto di aver peggiorato la crisi cercando di nasconderne lo scoppio».

 

Formiche ha scoperto un’operazione coordinata di bot su Twitter in Italia, i quali hanno amplificato i messaggi dell’ambasciata cinese e attaccato l’UE[xv]. Migliaia di tweet con hashtag pro-Cina, pubblicati nell’arco di due settimane a marzo, provengono dai bot.

 

L’Australian Strategic Policy Institute (ASPI) ha scoperto nella sua analisi di disinformazione riguardo al COVID-19/Coronavirus[xvi] che «alcuni elementi della messaggistica dei media della diplomazia e dello stato cinese continuano a dimostrare delle tattiche di disinformazione più familiari alla persistente disinformazione finanziata dallo stato russo. Gli sforzi dello stato cinese volti a contestare i domini delle informazioni sono sostenuti da troll patriotici pro-Cina coordinati, seppur non necessariamente non autentici».

 

Nella regione del Medio Oriente, il regime siriano sta utilizzando la crisi di COVID-19/Coronavirus per continuare a promuovere la sua narrativa di disinformazione contro l’UE, affermando che l’UE sta perpetuando una «guerra economica» contro la Siria e la popolazione siriana mediante sanzioni UE volte a paralizzare il settore sanitario.

Le false cure continuano a rappresentare un terreno fertile per la disinformazione, come dimostra il sostegno delle autorità iraniane alla pubblicizzazione di un nuovo dispositivo capace di rilevare la COVID-19/Coronavirus, ampiamente e falsamente dipinto come rinascita della narrativa di un «dispositivo di cura totale» ispirato al caso dell’Egitto del 2014.

 

Inoltre, in alcuni paesi sono stati arrestati dei giornalisti e degli attivisti, mentre l’accesso ad alcuni media indipendenti online è stato bloccato a causa di «finanziamenti esteri»; in altri, sono state revocate delle licenze o sono stati espulsi dei giornalisti.

 

[i] https://secure.avaaz.org/campaign/en/facebook_coronavirus_misinformation/

[ii] https://www.politico.eu/wp-content/uploads/2020/04/Navigating-the-Coronavirus-infodemic.pdf?utm_source=POLITICO.EU&utm_campaign=66ec24c50f-EMAIL_CAMPAIGN_2020_04_15_05_01&utm_medium=email&utm_term=0_10959edeb5-66ec24c50f-190134993

[iii] https://www.bbc.co.uk/news/live/world-51984399/page/3

[iv] https://www.ft.com/content/1eeedb71-d9dc-4b13-9b45-fcb7898ae9e1?desktop=true&segmentId=7c8f09b9-9b61-4fbb-9430-9208a9e233c8#myft:notification:daily-email:content

[v] https://amp.tagesspiegel.de/berlin/kritik-an-corona-massnahmen-das-steckt-hinter-der-querfrontdemonstration-in-berlin/25752958.html?__twitter_impression=true

[vi] https://formiche.net/2020/04/cina-usa-sondaggio-swg-casini-ventura/

[vii] https://www.recordedfuture.com/covid-19-chinese-media-influence/

[viii] https://dennikn.sk/1830536/fakty-vs-dojmy-ako-slovensku-realne-pomahaju-rusko-cina-a-europska-unia/?ref=mpm

[ix] https://freedomhouse.org/article/beijings-coronavirus-propaganda-has-both-foreign-and-domestic-targets

[x] https://twitter.com/globaltimesnews/status/1241559268190343168?lang=en;

[xi] https://www.theguardian.com/world/2020/apr/11/china-clamping-down-on-coronavirus-research-deleted-pages-suggest; https://edition.cnn.com/2020/04/12/asia/china-coronavirus-research-restrictions-intl-hnk/index.html

[xii] CGTN Arabic

[xiii] https://www.propublica.org/article/how-china-built-a-twitter-propaganda-machine-then-let-it-loose-on-coronavirus

[xiv] https://www.telegraph.co.uk/technology/2020/04/05/china-floods-facebook-instagram-undeclared-coronavirus-propaganda/

[xv] https://formiche.net/2020/03/china-unleashed-twitter-bots-covid19-propaganda-italy/

[xvi] https://www.aspi.org.au/report/covid-19-disinformation