Nota lo scopo della presente relazione è quello di offrire una breve panoramica sulle attuali tendenze e direzioni delle attività di disinformazione legate alla COVID-19/Coronavirus. La relazione si basa su fonti pubbliche e, in linea con il mandato del Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE), non fornisce una visione esaustiva o completa, ma si concentra principalmente sulla dimensione esterna. La relazione è stata redatta dalla divisione dedicata alla comunicazione strategica e all’analisi dell’informazione del SEAE, che collabora con l’UE per contrastare la disinformazione, anche attraverso l’individuazione, l’analisi e la denuncia delle campagne di disinformazione. Al fine di combattere la disinformazione nonché di identificare e di analizzare quella riguardante la pandemia da COVID-19, il SEAE sta lavorando in stretta collaborazione con la Commissione europea e gli Stati membri dell’UE. Su questo argomento, il SEAE coopera inoltre con altri partner internazionali (G7, NATO e società civile). I risultati vengono regolarmente pubblicati sul sito EUvsDisinfo.eu e sui canali dei social media. Le informazioni sono condivise con le istituzioni e gli Stati membri dell’UE in tempo reale, nonché attraverso il sistema di allarme rapido sulla disinformazione.

 

 

Sintesi

  • Secondo numerose analisi di migliaia di verifiche di fatti disponibili dall’inizio della pandemia, a differenza dell’ultima relazione speciale, la mala-informazione e la disinformazione relative alla COVID-19 sono scemate, spostando l’attenzione sui vaccini. Ciononostante, la diffusione e la portata della mala-informazione e della disinformazione online rimangono preoccupantemente elevate. La mancanza di strumenti e di accesso a dati fondamentali ostacola la ricerca per approdare a una stima delle loro ripercussioni dirette sul comportamento delle persone.
  • Soffermandoci sugli attuali sviluppi e sulle osservazioni odierne, prevediamo che la crisi sanitaria legata alla COVID-19 continuerà a fornire notevoli opportunità a livello mondiale per la diffusione di mala-informazione e di disinformazione, soprattutto per quanto riguarda l’intensificazione delle misure di isolamento nonché lo sviluppo e la distribuzione del vaccino.
  • Gli attori statali, quali Cina e Russia, sono impegnati a ottimizzare l’effetto della cosiddetta «diplomazia del vaccino» nelle loro attività di comunicazione, spinti, molto probabilmente, dall’obiettivo di rinvigorire la propria reputazione e la propria posizione economica all’estero. Tale proposito è perpetuato sfruttando i canali diplomatici, i media controllati dallo Stato, le reti di organi di informazione solidali e alternativi e i social media per la divulgazione dei propri messaggi.
  • Se da un lato nella regione MENA i resoconti di disinformazione non sono ancora scesi in campo a causa del ritardo della seconda ondata di COVID-19, dall’altro in Siria il regime sta continuando ad approfittare della COVID-19 per favorire la propria agenda politica tramite disinformazione ricorrente a proposito delle sanzioni dell’UE.
  • Sul versante dell’UE e dei Paesi confinanti, gli organi di informazione pro-Cremlino insistono nell’amplificare le voci che sminuiscono la minaccia del virus, con l’obiettivo di minare le strategie dei governi tese al contenimento della seconda ondata di contagi.
  • Le valutazioni agevolate dal Codice di condotta dell’UE in materia di disinformazione mettono in luce i costanti tentativi delle piattaforme di limitare la diffusione di mala-informazione e di disinformazione. Tuttavia, si registrano livelli elevati di proliferazione, redditività e visibilità di informazioni potenzialmente pericolose sulle piattaforme online.
  • Sin dall’inizio della pandemia da COVID-19, il lavoro dei fact-checkers e di media professionali e indipendenti si è rivelato indispensabile per smascherare e smentire informazioni false, fuorvianti e potenzialmente pericolose. La diffusione della verifica di fatti ha sortito un impatto positivo sulla riduzione della mala-informazione relativa a dichiarazioni specifiche legate alla COVID-19[1]. Tale attività si dimostra cruciale per l’attenuazione di conseguenze potenzialmente deleterie, contribuendo a rafforzare la resilienza sociale.

 

 

Nel dettaglio: disinformazione, cattiva informazione e altre attività legate alla COVID-19 (maggio – novembre)

 

Tenendo conto del dibattito in atto[2], volto alla costituzione di definizioni chiaramente delineate di diversi tipi di informazione falsa, fuorviante e potenzialmente pericolosa, la presente relazione fornirà riferimenti attenti alla mala-informazione che «riguarda informazioni infondate diffuse da persone senza l’intenzione di trarre in inganno, sebbene gli effetti di tale mala-informazione possano, tuttavia, essere pericolosi» e alla disinformazione, ossia «contenuti rivelatisi falsi che sono creati, presentati e disseminati per un tornaconto economico o per ingannare intenzionalmente il pubblico, e che potrebbe arrecare danni pubblici». Di frequente, queste fanno parte di operazioni di influenza informativa relative a tentativi coordinati da parte di attori nazionali o stranieri per influenzare un pubblico destinatario, avvalendosi di una serie di mezzi ingannevoli, tra cui la soppressione di fonti di informazione indipendente e la proliferazione di disinformazione.

Se nei periodi oggetto delle relazioni precedenti, i media pro-Cremlino hanno messo in dubbio le azioni e la solidarietà dell’UE nel contrastare la COVID-19, ora la narrazione principale verte sui vaccini. Nell’arco dell’estate, le narrazioni dai toni complottistici, tra cui figurano la creazione in laboratorio del virus o il suo utilizzo da parte delle élite globaliste per gettare nel caos l’economia, hanno continuato ad affievolirsi[3], lasciando il posto a narrazioni trionfanti[4] sul vaccino russo Sputnik V. I media pro-Cremlino acclamano a gran voce il vaccino Sputnik V, presentandolo al pubblico di lingue diverse, talvolta sostenendo in modo falso il forte supporto a livello internazionale[5] e accusando l’Occidente di tentativi di sabotaggio del vaccino Sputnik V per mere ragioni politiche ed economiche[6].

I produttori occidentali di vaccini vengono derisi apertamente sui media russi multilingua controllati dallo Stato, arrivando a parlare dello sviluppo di un «vaccino delle scimmie»[7], poiché alcuni produttori impiegano un vettore virale di scimpanzé. In altri casi, ciò conduce a narrazioni complottistiche secondo cui il vaccino «trasformerà le persone in scimmie»[8].

Proponendosi di raggiungere il pubblico nazionale, i media russi controllati dallo Stato adoperano narrazioni simili a quelle date in pasto al pubblico internazionale: sulla base di queste, viene riportato che la Cina[9] e la Russia stanno affrontando la pandemia meglio degli Stati membri dell’UE[10] o dell’Ucraina, utilizzando vaccini sicuri ed efficaci[11] a uno stato avanzato di sviluppo, fortemente ambiti da altri Paesi[12].

In Europa, i media pro-Cremlino si sono preoccupati di acuire le voci contro le misure restrittive. In Italia, i media pro-Cremlino hanno incessantemente fatto da cassa di risonanza[13] alle voci locali che ritengono insensata la strategia attuata dal governo per combattere la seconda ondata di contagi, affermando inoltre che indossare le mascherine sia del tutto inutile. I media pro-Cremlino hanno persino definito le restrizioni dovute alla COVID-19 «il risultato di una strana psicosi e della paranoia collettiva[14]». Al contempo, Sputnik pubblica regolarmente aggiornamenti sui successi[15] del vaccino russo. In Germania, anche RT si è impegnata ad amplificare le voci che sollevano dubbi riguardo alla minaccia posta dalla COVID-19, mettendo in discussione l’efficacia dei test e delle mascherine. Un’intervista video curata da RT[16], in cui viene intervistato un medico tedesco che esterna tali opinioni, è stato visualizzato più di 1 milione di volte. Si corre il rischio che la disinformazione legata alla COVID-19 si moltiplichi dato che l’Europa sta intraprendendo nuove azioni di isolamento.

L’Australian Strategic Policy Institute (ASPI) ha documentato[17] l’impiego strategico e la rapida diffusione internazionale della disinformazione durante la pandemia. Una relazione interamente studiata a tavolino relativa alle sperimentazioni del vaccino statunitense contro la COVID-19 aventi esiti fatali è stata messa in circolazione dal sito web della cosiddetta «Repubblica Popolare di Lugansk» nelle zone fuori dal controllo governativo, «ottenendo una divulgazione capillare in molte lingue e in molte comunità», dagli Stati Uniti all’Australia, nonostante le verifiche di fatti condotte da diverse organizzazioni in Europa. Il comunicato stampa è stato pubblicato all’indomani dell’annuncio della Russia di voler produrre in massa il suo vaccino nel giro di poche settimane[18].

Rispetto all’ultimo periodo oggetto di analisi (dal 23 aprile al 18 maggio), nella banca dati pubblica di EUvsDisinfo sono stati aggiunti oltre 100 nuovi esempi di disinformazione pro-Cremlino sulla COVID-19. Gli articoli che riportano questi esempi di disinformazione hanno conquistato più di 230 000 tra like, condivisioni e commenti sui social media. Dall’insorgenza della pandemia, EUvsDisinfo ha raccolto più di 640 esempi di disinformazione pro-Cremlino riguardo alla COVID-19. Sulla base dei nostri risultati, attualmente, la mole di disinformazione pro-Cremlino incentrata sulla pandemia risulta minore rispetto al periodo primaverile: ciò è probabilmente dovuto all’affacciarsi di altri eventi che offrivano terreno fertile a campagne all’insegna della disinformazione, quali l’avvelenamento di Navalny, le proteste in Bielorussia e così via.

Un’analisi eseguita nell’ambito di oltre 9 000 verifiche di fatti da parte dell’International Fact Checking Network (IFCN) ha evidenziato che persino le dichiarazioni mendaci, la disinformazione e i complotti si adattano alla portata e si incentrano sulle esigenze di informazione degli utenti[19]. L’organizzazione First Draft ha spiegato questa tendenza mediante i vuoti di informazione, ovvero «carenze di dati»[20], in cui alti livelli di richieste di informazioni sono soddisfatti da una risicata fornitura di informazioni autorevoli disponibili. In generale, i dati di Google Trends mettono a disposizione indicatori che dimostrano una considerevole diminuzione dell’interesse del pubblico online nei confronti di informazioni relative alla COVID-19 rispetto all’inizio della pandemia.[21]

Trovandosi la regione del Medio Oriente e dell’Africa settentrionale (MENA) potenzialmente di fronte a una seconda ondata tardiva di COVID-19 rispetto all’Europa, risulta plausibile pensare a una corrispondente ripresa tardiva della disinformazione e a una predominanza di narrazioni sui vaccini.

In Siria, il regime continua a sfruttare la COVID-19 per promuovere i suoi obiettivi politici. In linea con una narrazione ricorrente, il rappresentante del regime alle Nazioni Unite ha incolpato l’UE e gli Stati Uniti di ostacolare presumibilmente le operazioni di assistenza sanitaria nei confronti del popolo siriano nell’ambito della COVID-19 nonché del processo di ricostruzione e del rimpatrio dei rifugiati tramite l’applicazione di sanzioni.[22]

Da metà marzo, una miriade di informazioni false e narrazioni fuorvianti sulla COVID-19 hanno continuato a circolare nei media dei Balcani occidentali. Alcuni fact-checkers locali indipendenti hanno confermato la presenza di una moltitudine di casi di mala-informazione, molti dei quali legati ai vaccini e a consigli di tipo medico. Una buona fetta comprendeva una narrazione solidale incentrata sui bambini e sulla necessità di proteggerli, rivolgendosi in maniera mirata alle famiglie.[23] Nella regione, le dichiarazioni secondo cui la COVID-19 non sia altro che una «truffa» e che le mascherine facciali siano «dannose» sono state condivise profusamente su piattaforme, tra cui Facebook, spesso assumendo la forma di affermazioni avventate basate su dati statistici «distorti».[24] Le organizzazioni di verifica di fatti[25] e, occasionalmente, anche i mezzi di informazione tradizionali si sono spesi in tentativi di confutazione[26].

A partire dalla primavera del 2020, la comunità di verifica di fatti in Turchia ha incrementato gli sforzi[27] volti a confutare la cattiva informazione relativa alla COVID-19. In autunno, si è registrato un numero minore di azioni di confutazione sul tema della COVID-19. In questo periodo, si è assistito alla confutazione di dichiarazioni a proposito dell’inefficacia o dei pericoli[28] connessi all’indossare le mascherine nonché di diversi «metodi naturali» per prevenire o verificare la positività[29] alla COVID-19, insieme ad alcune narrazioni complottistiche che sostenevano la presenza di chip di tracciamento[30] all’interno delle mascherine. Saltuariamente, tali azioni di confutazione si sono dedicate a notizie legate ai vaccini.

Dagli albori della pandemia, il partito comunista cinese (PCC) ha fatto leva sulla pandemia per promuovere positivamente la propria immagine all’estero, mettendo in rilievo i suoi sforzi nel contrastare la COVID-19 e/o scagliando attacchi o mettendo in discussione[31] qualsiasi critica nei suoi confronti. Alcune affermazioni che proclamavano che il virus non avesse avuto origine in Cina sono tuttora presenti nei media controllati dallo Stato[32], facendo riferimento al mese di Novembre 2020[33], in cui veniva inoltre sottolineata la natura «importata»[34] dei nuovi casi.

Da un punto di vista generale, la strategia di comunicazione sembra avere due facce, ovvero, incolpare gli altri[35] ed enfatizzare i propri successi.

La tendenza attuale è contrassegnata dall’imperversare della «diplomazia della mascherina», che adesso ha passato il testimone ai vaccini, portandola pertanto a essere ribattezzata «diplomazia del vaccino»[36]. La «diplomazia del vaccino» esercitata dalla Cina ha caratteristiche molto avanzate ed è promossa nei media controllati dallo Stato. La Cina promette un accesso preferenziale ai suoi vaccini contro la COVID-19[37] ai Paesi in via di sviluppo in Asia[38], Africa[39] e America latina[40]. Secondo alcuni sondaggi condotti su larga scala dal Centro di ricerca Pew[41] e dal progetto sul globalismo di YouGov-Cambridge[42], denominato una «raffigurazione del lavaggio del cervello dell’Occidente»[43] dal quotidiano Global Times di proprietà del PCC, l’immagine della Cina all’estero ha risentito della gestione della crisi dovuta alla COVID-19, quindi, la «diplomazia del vaccino» rappresenta una mossa per rafforzare le relazioni diplomatiche[44].

I media e i funzionari cinesi hanno criticato su Twitter la gestione americana della crisi[45] e il ritiro degli USA dalle iniziative multilaterali[46], rafforzando allo stesso tempo l’impegno della Cina nei confronti del sistema delle Nazioni Unite. In parallelo, alcuni media e funzionari hanno liquidato i progressi compiuti dagli Stati Uniti sul fronte del vaccino[47], accusandoli di perseguire una «Nuova Guerra Fredda»[48]. Inoltre, i funzionari cinesi hanno pubblicamente[49] puntato il dito contro la richiesta dell’Australia di voler svolgere un’indagine indipendente sull’origine del virus, mostrando questo affronto come una delle ragioni per i rapporti tesi tra i due Paesi, che, come conseguenza, ha sferrato un duro colpo[50] alle relazioni commerciali tra Australia e Cina.

Le narrazioni condivise dai media cinesi controllati dallo Stato, ma anche dai funzionari cinesi attivi su Twitter, hanno in particolare[51] ribadito come la risposta della Cina alla COVID-19 costituisca un profondo impegno nei confronti del multilateralismo. Le storie dei successi nazionali riguardo ai test rapidi e su larga scala, tra cui quelli condotti nelle città di Tsingtao[52] e di Kashgar[53], e alla riapertura[54] del Paese nonché alla ripresa dell’economia[55] sono propagandate al di fuori del Paese. Sui canali ufficiali diplomatici, ciò equivale alla promozione dell’impegno della Cina relativamente all’iniziativa COVAX[56], al fine di sfoggiare la sua volontà di fornire supporto reciproco e di giustificare, ad esempio, la cooperazione con la Finlandia[57], il Marocco[58] e altri Paesi africani[59]. Da una prospettiva esterna, l’enfasi sul multilateralismo è legata a obiettivi, quali il consolidamento di una «comunità sanitaria globale»[60] e, la ripresa economica della Cina è dipinta come eccezionale e vantaggiosa[61] per il mondo post-pandemia.

 

Piattaforme dei social media

L’ultima valutazione attuata dalla Commissione europea riguardo alle relazioni[62] fornite dai firmatari del Codice di condotta dell’UE in materia di disinformazione, che evidenzia le azioni intraprese dai firmatari delle piattaforme pertinenti per limitare la disinformazione sulla COVID-19, evidenzia gli sforzi compiuti per fare i conti con la disinformazione relativa alla COVID-19. Le azioni perpetuate dai firmatari spaziano dalla promozione di fonti autorevoli di informazione alla limitazione della comparsa di contenuti contraddistinti da informazioni false o fuorvianti, alla collaborazione con verificatori di fatti fino ad arrivare alla revisione delle norme relative alla pubblicità online. Le piattaforme hanno inoltre istituto portali dedicati per aggiornare gli utenti sulle loro azioni per proteggere al meglio gli utenti durante la pandemia[63].

Nonostante tali sforzi continui, la ricerca accademica ha dimostrato che la mala-informazione e la disinformazione continuano a prosperare online. L’Oxford Internet Institute ha individuato e analizzato oltre 8 000 video sulla COVID-19 contenenti mala-informazione e teorie complottistiche che sono stati «condivisi quasi 20 milioni di volte sui social media, numeri maggiori delle quote raccolte dalle cinque più importanti fonti giornalistiche in lingua inglese su YouTube messe insieme».[64] Uno studio pubblicato sulla rivista «Nature» mostra che la situazione potrebbe essere più grave su piattaforme di social media emergenti e meno scrupolose.[65]

Il medesimo studio sottolinea che il traffico multipiattaforma compromette le azioni delle singole piattaforme, il che suggerisce la necessità di una cooperazione più stretta tra di loro per frenare efficacemente la disseminazione e la diffusione di materiale potenzialmente pericoloso. L’esigenza di un migliore accesso ai dati delle piattaforme per stimare l’impatto, la diffusione e le tendenze delle narrazioni contenenti mala-informazione, rimane ampiamente insoddisfatta, nonostante la presenza di proposte conformi alla privacy, tra cui la creazione di un «Google Trends» per le piattaforme di social media[66].

Uno studio risalente ad agosto 2020[67] curato da Avaaz, organizzazione senza scopo di lucro, ha stimato che «lo scorso anno, le reti dedite alla diffusione di mala-informazione sulla situazione sanitaria mondiale in almeno cinque Paesi, hanno prodotto un totale stimato di 3,8 miliardi di visualizzazioni su Facebook». Riscontrando un picco nel mese di aprile 2020, «i siti web di divulgazione della cattiva informazione su temi sanitari posti al centro delle reti hanno guadagnato fino a 460 milioni di visualizzazioni su Facebook». Avaaz è giunto alla conclusione che Facebook sta «fallendo nell’intento di proteggere e tenere informate le persone durante la pandemia», tuttavia, potrebbe «offrire a tutti gli utenti che si sono imbattuti nella mala-informazione, correzioni la cui veridicità dei fatti è stata comprovata in maniera indipendente», declassando sistematicamente la mala-informazione nei feed di notizie degli utenti per affrontare il problema.

La ricerca[68] svolta da CounterAction, società che si occupa di informazioni sulle minacce, evidenzia che oltre due milioni di tedeschi appartengono a gruppi Facebook in cui la mala-informazione e la disinformazione legata alla COVID-19 è in circolazione e amplificata. Secondo questa ricerca, la metà dei post esaminati sono caratterizzati da un linguaggio che incita le persone ad assumere comportamenti pericolosi, principalmente per quanto riguarda il vaccino. I dati mostrano che il coinvolgimento nella mala-informazione non è confinata alle frange politiche, ma supera affiliazioni di partito e confini geografici.

Gli incentivi economici costituiscono un fattore determinante per la diffusione della mala- informazione e della disinformazione e rimangono forti. L’ONG EU Disinfo Lab con sede a Bruxelles ha constatato[69] che «è possibile trarre profitto dalla disinformazione e dalle narrazioni complottistiche sulle piattaforme di crowdfunding, sia indirettamente che direttamente» e che, mentre «alcune piattaforme di crowdfunding hanno adottato misure contro tentati casi di monetizzazione legati alla disinformazione e a truffe relative alla COVID-19, […] tali azioni risultano incoerenti e non sono incoraggiate sistematicamente». Questi tentativi di monetizzazione sono proseguiti anche quando il contenuto in questione è stato demonetizzato o rimosso su altre piattaforme social, tra cui Facebook e YouTube.

Il Global Disinformation Index (GDI) ha rilevato[70] che più di un terzo (circa 200) dei siti web in lingua inglese che pubblicano ingenti volumi di contenuti controversi e polarizzanti relativi, tra gli altri temi, alla COVID-19 sono corredati di pubblicità che generano un reddito mensile stimato di 350 000 dollari americani per questi stessi siti web». «Google, in qualità di leader del mercato, rappresenta lo strumento di scambio di inserzioni pubblicitarie più diffusamente trovato su questi siti web deplorevoli». Nel breve temine, il GDI propone agli inserzionisti di utilizzare le informazioni disponibili sui siti web più offensivi per valutare la sovrapposizione tra le loro pratiche di marketing online e la loro identità di marchio, regolandone la destinazione delle inserzioni pubblicitarie in casi di mancata corrispondenza.

Task force della comunicazione strategica e analisi dell’informazione del SEAE

 

 

[1] https://www.heros-project.eu/wp-content/uploads/Assessment-of-the-online-spread-of-coronavirus-misinformation.pdf

[2] https://carnegieendowment.org/2020/09/24/eu-s-role-in-fighting-disinformation-crafting-disinformation-framework-pub-82720

[3] https://euvsdisinfo.eu/it/relazione-speciale-di-aggiornamento-sul-seae-breve-valutazione-delle-interpretazioni-e-della-disinformazione-legate-alla-pandemia-da-covid-19-aggiornamento-23-aprile-18-maggio/

[4] See for example: https://euvsdisinfo.eu/report/no-one-is-queuing-up-for-the-american-coronavirus-vaccine-while-the-russian-one-has-dozens-of-orders/

[5] https://euvsdisinfo.eu/report/who-said-russian-vaccine-against-coronavirus-is-safe-and-efficient/

[6] For example, an article accusing “Big Politics” of trying to discredit the Russian vaccine, which was an unpleasant surprise for the West politically and economically, appeared in multiple language editions of “Sputnik”or example, an article accusing “Big Politics” of trying to discredit the Russian vaccine, which was an unpleasant surprise for the West politically and economically, appeared in multiple language editions of “Sputnik”: Sputnik Armenia; Sputnik Moldova: Sputnik Arabic; Sputnik Greece; Sputnik Spanish.

[7] https://euvsdisinfo.eu/it/sei-autentici-vermi-delle-sabbie-e-i-falsi-vaccini-delle-scimmie/

[8] https://www.thetimes.co.uk/article/russians-spread-fake-news-over-oxford-coronavirus-vaccine-2nzpk8vrq

[9] https://www.youtube.com/watch?v=vYLNT7Mvgws

[10] https://www.1tv.ru/shows/vremya-pokazhet/vypuski/vremya-pokazhet-vypusk-ot-21-10-2020

[11] https://tass.com/world/1204351

[12] https://radiosputnik.ria.ru/20201105/vaktsina-1583280402.html

[13] https://it.sputniknews.com/intervista/202010309716974-covid-virologo-tarro-a-sputnik-insensate-le-misure-restrittive-del-dpcm/

[14] https://euvsdisinfo.eu/report/covid-19-restrictions-are-absurd-they-are-the-result-of-a-bizarre-psychosis-and-of-collective-paranoia/

[15] https://it.sputniknews.com/mondo/202009109517919-due-dosi-del-vaccino-russo-anti-covid-sputnik-v-generano-risposta-immunitaria-al-100-dei-casi/

[16] https://euvsdisinfo.eu/report/covid-is-not-a-killer-virus-wearing-masks-and-testing-has-no-sense-at-all/

[17] https://s3-ap-southeast-2.amazonaws.com/ad-aspi/2020-08/Pro%20Russian%20vaccine%20politics.pdf?vMuk2m7DlWP_GG25A86MqWZ_bg_jxlXL

[18] Ibid.

[19] https://www.poynter.org/coronavirusfactsalliance/

[20] https://firstdraftnews.org/long-form-article/data-deficits/

[21]https://trends.google.com/trends/explore?q=covid,coronavirus,corona,%D0%BA%D0%BE%D1%80%D0%BE%D0%BD%D0%B0%D0%B2%D0%B8%D1%80%D1%83%D1%81,%D9%81%D9%8A%D8%B1%D9%88%D8%B3%20%D9%83%D9%88%D8%B1%D9%88%D9%86%D8%A7

[22] http://sana.sy/en/?p=207752

[23] Most of these false claims were or had previously been debunked by fact-checkers. See: harmfulness of face masks, dangers of vaccine (also here), forced vaccination, 5G links (also here).

[24] As shown in this debunking piece.

[25] https://www.istinomer.rs/facebook-provere/maske-nisu-beskorisne-bez-obzira-na-nestorovica/

[26] https://www.reporter.al/si-u-bene-virale-lajmet-e-rreme-per-pandemine-e-covid-19-ne-shqiperi/

[27] https://www.poynter.org/reporting-editing/2020/how-covid-19-made-teyit-rethink-their-fact-checking-for-the-small-screen/

[28] https://www.malumatfurus.org/maske-oksijen-seviyesi/

[29] https://www.malumatfurus.org/koronavirus-nefes-tutma-testi/

[30] https://www.malumatfurus.org/cipli-maske-video/

[31] https://www.globaltimes.cn/content/1207806.shtml

[32] https://www.ft.com/content/edda14d0-145b-42e4-a1d2-4d64ab73bda1; https://www.facebook.com/188625661189259/posts/3842171625834626/; https://www.globaltimes.cn/content/1207957.shtml

[33] https://www.chinadaily.com.cn/a/202010/29/WS5f9a452ea31024ad0ba81dee.html; https://news.cgtn.com/news/2020-11-10/Expert-Spotting-COVID-19-first-doesn-t-make-China-origin-of-virus-VjaqEE3Mre/index.html

[34] Examples: http://www.xinhuanet.com/english/2020-11/04/c_139489715.htm; https://www.globaltimes.cn/content/1204867.shtml and http://www.xinhuanet.com/english/2020-11/02/c_139484568.htm

[35] https://www.chinadaily.com.cn/a/202011/05/WS5fa3e92ca31024ad0ba83601.html

[36] https://merics.org/en/short-analysis/chinas-vaccine-diplomacy-partnering-trials-least-16-countries-worldwide

[37] https://www.ft.com/content/ce9a4c98-49b5-4c24-9ff2-ed1c6a3f3412

[38] https://thediplomat.com/2020/11/chinas-southeast-asian-vaccine-diplomacy-comes-into-relief/

[39] https://thediplomat.com/2020/11/chinas-multifaceted-covid-19-diplomacy-across-africa/

[40] https://newsus.cgtn.com/news/2020-08-01/China-provides-Latin-America-access-to-Chinese-COVID-19-vaccine–SAcRgWSZO0/index.html

[41] https://www.pewresearch.org/global/2020/10/06/unfavorable-views-of-china-reach-historic-highs-in-many-countries/

[42] https://www.theguardian.com/world/2020/oct/27/china-loses-trust-internationally-over-coronavirus-handling

[43] https://www.globaltimes.cn/content/1205053.shtml

[44] https://www.nytimes.com/2020/09/11/business/china-vaccine-diplomacy.html

[45] https://global.chinadaily.com.cn/a/202010/11/WS5f82f6d7a31024ad0ba7df06.html

[46] https://www.globaltimes.cn/content/1199704.shtml

[47] http://global.chinadaily.com.cn/a/202010/21/WS5f904a77a31024ad0ba801e4.html

[48] Https://www.chinadailyasia.com/article/147247,, but also https://www.globaltimes.cn/content/1196407.shtml and https://twitter.com/SpokespersonCHN/status/1310958021892354054

[49] https://www.smh.com.au/world/asia/if-you-make-china-the-enemy-china-will-be-the-enemy-beijing-s-fresh-threat-to-australia-20201118-p56fqs.html

[50] https://chinadigitaltimes.net/2020/11/beijing-resists-pressure-to-investigate-origins-of-covid-19/

[51] https://mapinfluence.eu/wp-content/uploads/2020/08/Mapinfluence_BRIEFING-PAPER_chinas-propaganda_A4_interaktivni_EN_01-1.pdf

[52] https://news.cgtn.com/news/7a6b444d34514464776c6d636a4e6e62684a4856/index.html

[53] https://news.cgtn.com/news/2020-10-27/Kashgar-Prefecture-completes-COVID-19-tests-for-all-residents-UVTnDGk1DG/index.html

[54] https://www.globaltimes.cn/content/1199358.shtml

[55] http://www.chinadailyglobal.com/a/202007/17/WS5f1161ffa31083481725a577.html

[56] https://news.cgtn.com/news/2020-10-09/China-officially-joins-COVAX-vaccine-facility-Url8WVbWHS/index.html; http://global.chinadaily.com.cn/a/202010/26/WS5f9609c6a31024ad0ba80c67.html

[57] https://www.fmprc.gov.cn/mfa_eng/wjdt_665385/wshd_665389/t1828463.shtml

[58] https://www.fmprc.gov.cn/mfa_eng/wjdt_665385/wshd_665389/t1826584.shtml

[59] https://www.fmprc.gov.cn/mfa_eng/wjdt_665385/wshd_665389/t1825067.shtml

[60] http://global.chinadaily.com.cn/a/202010/26/WS5f9609c6a31024ad0ba80c67.html

[61] Examples: http://french.china.org.cn/foreign/txt/2020-11/02/content_76865954.htm http://global.chinadaily.com.cn/a/202011/03/WS5fa1448ca31024ad0ba82db4.html

[62] https://ec.europa.eu/digital-single-market/en/news/third-set-reports-fighting-covid-19-disinformation-monitoring-programme

[63] For example by Facebook, Twitter, TikTok, Microsoft or Google

[64] https://comprop.oii.ox.ac.uk/wp-content/uploads/sites/93/2020/09/YouTube-misinfo-memo.pdf

[65] https://www.nature.com/articles/s41598-020-73510-5

[66] https://firstdraftnews.org/latest/data-voids-google-trends-for-facebook-instagram-twitter-tiktok-and-reddit/

[67] https://secure.avaaz.org/campaign/en/facebook_threat_health/

[68] https://www.bild.de/bild-plus/politik/inland/politik-inland/holocaust-impfstoff-die-schlimme-hetze-der-corona-leugner-bei-facebook-74010512

[69] https://www.disinfo.eu/publications/how-covid-19-conspiracists-and-extremists-use-crowdfunding-platforms-to-fund-their-activities

[70] https://disinformationindex.org/2020/10/how-can-advertisers-disrupt-disinformation-dont-fund-it/