«L’orso russo deve schiacciare il pollo senza testa con violenza». Lo scrittore seguace della frangia pro-Cremlino, Andrei «il falco» Raievsky, che vive in Florida, è un assiduo contributore della banca dati di EUvsDisinfo. Ora, si sta occupando di unire i puntini e di dare il benvenuto a uno scontro tra Russia e UE. Il falco spiega:

  • ci avete stufato e
  • non abbiamo bisogno di voi.

Dal punto di vista del signor falco, il «ci» indica la «Russia», non la popolazione della Florida.

Il falco osserva le mura del Cremlino, tentando di scorgere il monito biblico sulla fine del regno: Mene, Mene, Tekel u-Pharsin. Dalla sua posizione vantaggiosa in Florida, egli vede il messaggio: l’orso russo ne ha avuto abbastanza! (accompagnato da una musica drammatica). Il falco mette in fila un’intera rassegna di ciò che ritiene essere messaggi che hanno come mittente la Russia e come destinataria l’Europa:

  • la Russia è passata all’uso di un linguaggio diretto e duro nei confronti dell’UE, schiaffeggiandola in pieno volto: l’emissario dell’Unione, Josep Borrell, è stato pubblicamente umiliato e tre diplomatici degli Stati membri dell’UE sono stati espulsi. Anche il tono adoperato dai media russi è cambiato: sia i giornalisti che gli esperti stanno esternando il loro più profondo disprezzo per l’UE, richiedendo meno parole e più fatti;
  • la Russia ha disinnescato il tentativo dell’Occidente di gettarla nel caos tramite dimostrazioni a sostegno di Navalny;
  • le forze aerospaziali russe (2 Su-24M, 2 Su-27s e 2 Su-30SM) hanno condotto finti attacchi missilistici contro le navi della marina statunitense non appena queste si sono azzardate a solcare le acque meridionali del Mar Nero;
  • il ministro della Difesa Shoigu ha appena annunciato un considerevole aumento nella produzione di armi supersoniche e ad alta precisione;
  • gli esperti dell’aeronautica militare russa pubblicano piani volti alla neutralizzazione delle forze NATO in completo assetto da guerra, bombardamenti inclusi.

Abbracciare il conflitto

Tutti questi eventi si sono verificati nelle prime due settimane di febbraio. Il falco, al sicuro e a debita distanza in Florida, sta virtualmente saltellando di gioia all’idea di un potenziale conflitto tra Russia ed Europa:

sembra che la Russia e l’UE si trovino sull’orlo di uno scontro diretto. Sinceramente, me lo auguro, nonostante tutti i pericoli connessi.

Il falco è un sostenitore appassionato del Cremlino e sta sviluppando la sua tesi sulla base di quello che viene diffuso dagli organi di informazione pro-Cremlino. RIA Novosti, l’agenzia di stampa gestita dallo Stato, pubblica dozzine di articoli al giorno, dedicati al tema NATO, di cui si cita qualche esempio:

Gli altri media russi pro-Cremlino ne seguono fedelmente la scia:

I funzionari russi, come rimarcato dal falco, stanno facendo ricorso a un linguaggio aggressivo. Il ministro russo degli Esteri cita Publio Vegezio Renato: «se desideri la pace, preparati per la guerra». Maria Zakharova, portavoce del ministro degli Esteri russo, definisce la richiesta della Corte europea dei diritti dell’uomo di rilasciare Alexei Navalny un «attacco al diritto internazionale, nonché un tentativo di esercitare pressioni sulla Russia».

I piani menzionati in precedenza dal falco, tesi alla neutralizzazione della NATO, sono stati inizialmente pubblicati nel dicembre 2020 su una rivista militare, sebbene non siano assurti a notizia di calibro nazionale finché RIA Novosti non ha deciso, per un qualche motivo, di presentare tale resoconto vecchio di due mesi come una notizia «fresca» l’8 febbraio. Il resoconto è stato ripreso da diversi organi di informazione russi il giorno stesso e dal falco in inglese il giorno successivo. L’articolo spiega che attualmente la Russia possiede la capacità di sferrare un primo attacco contro la NATO:

[la Russia dispone dei mezzi per] infliggere una sconfitta decisiva (ai paesi NATO) avvalendosi di tutti i tipi di armi a fini dissuasivi per scoraggiare l’imposizione di una sconfitta difficile e inaccettabile a suo discapito e nell’ambito di azioni preventive in presenza di situazioni di pericolo relative allo scoppio di una guerra a livello locale che minaccia la Federazione russa.

Cani che abbaiano

Sergey Lavrov ha dichiarato in varie occasioni che la Russia è pronta a recidere i legami con l’Unione europea. Secondo Lavrov, l’UE si dimostra un partner inaffidabile poiché l’UE ha distrutto il quadro di cooperazione con la Russia…

È possibile che tutto si riduca a un famoso proverbio russo: «il cane abbaia, ma la carovana avanza comunque»? La Russia rappresenta uno dei principali partner commerciali dell’UE, il quarto più importante dopo USA, Cina e Svizzera: oltre il quattro percento delle esportazioni dell’UE va alla Russia. Le esportazioni della Russia verso l’UE risultano perfino più ingenti. Secondo la missione della Federazione russa presso l’UE, il 44 percento delle esportazioni della Russia è destinato all’Unione europea. Sebbene le statistiche della missione si rivelino un po’ datate e la portata sia ristretta, l’UE si conferma per la Russia un mercato di spicco. La Russia dipende fortemente dal commercio con l’UE.

L’UE continuerà a instaurare scambi commerciali con la Russia e a favorire i contatti tra i popoli. Nel 2019, prima della pandemia, sono stati emessi più di quattro milioni di visti turistici Schengen a cittadini russi. Sette delle prime dieci mete estere più popolari per i turisti russi si trovano in paesi dell’UE.

L’UE continuerà a impegnarsi nel dialogo con la Russia. La Russia non è confinata al Cremlino e, proprio per questo, l’UE sta consolidando rapporti di lungo termine con la popolazione russa. Il Cremlino seguita a violare gli impegni della Russia sottoscritti nella Carta delle Nazioni Unite, nonché i suoi obblighi relativi al diritto internazionale e alla sua stessa costituzione.

Quest’anno segna il 60º anniversario della canzone russa: i russi vogliono la guerra?. Il testo della canzone è stato scritto dal poeta Evgenij Aleksandrovič Evtušenko (1933–2017) e, secondo l’autore, era stato inizialmente vietato dalle autorità sovietiche per il suo carattere «pacifista e deprimente». Alla fine la censura ha allentato la presa acconsentendo alla diffusione del testo, trasformando la canzone in un grande successo che è stato successivamente tradotto in varie lingue.

Il Cremlino sembra intenzionato alla militarizzazione della sfera pubblica. I bambini sono trascinati all’addestramento sulle armi militari; i veterani di guerra sono sfruttati nei processi politici e i media pro-Cremlino stanno gareggiando nel suonare più forte il tamburo di guerra, diffondendo fantasie su una fantomatica aggressione da parte dell’Occidente.

La popolazione russa non vuole la guerra e ciò costituisce un dato di fatto. Ciononostante, le azioni del Cremlino (e dei residenti della Florida) si dimostrano meno prevedibili.