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La disinformazione fomenta l’insicurezza alimentare

Maggio 26, 2022

Le ripercussioni dell’invasione russa a danno dell’Ucraina si fanno sentire ben oltre i confini di tal paese: a tre mesi dall’aggressione assurda e brutale della Russia, il programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite mette in guardia sulla crisi alimentare a livello mondiale e sull’incombente minaccia della carestia, quali conseguenze della guerra.

L’Ucraina, nota come il granaio d’Europa, è stata a lungo uno dei principali paesi produttori ed esportatori di prodotti agricoli al mondo. Nel suo tentativo di soggiogazione dell’Ucraina la Russia ne ha preso di mira i depositi di beni alimentari, appropriandosi dei raccolti e delle macchine agricole, annientandone le capacità di trasformazione alimentare e di trasporto e, aspetto fondamentale, bloccandone i porti sul Mar Nero per impedire l’esportazione del grano ucraino.

Le azioni perpetrate dalla Russia stanno destabilizzando in modo diretto i mercati alimentari globali e, in parallelo, la disinformazione russa sta inasprendo le tensioni con l’obiettivo di deviare la colpa e intaccare il sostegno internazionale a favore dell’Ucraina.

L’ecosistema della disinformazione del Cremlino tenta di persuadere il pubblico globale del fatto che le sanzioni internazionali imposte alla Russia siano le vere responsabili dell’innalzamento dei prezzi dei prodotti alimentari e dei carburanti. Messaggi di questo genere circolano in numerose lingue in Europa, nei paesi vicini e non solo e sono stati ripresi dagli organi di informazione cinesi, potenziandone la portata mondiale.

In effetti, le sanzioni internazionali imposte alla Russia colpiscono la capacità del Cremlino di foraggiare la sua aggressione militare, che è la causa principale della crisi alimentare imminente, e non tanto il settore agricolo. Le sanzioni comprendono alcune esenzioni relative alle esportazioni e alle operazioni per i prodotti agro-alimentari.

Inoltre, la Russia sta utilizzando le sedi diplomatiche per affermare che l’Ucraina trasporta il grano nell’UE come pagamento per le forniture di armi da parte dell’Occidente, dimostrando ancora una volta che i diplomatici russi sono stati inglobati nella macchina della disinformazione del Cremlino (è possibile trovare una dichiarazione simile ripetuta negli organi di informazione cinesi). Ma questo fenomeno riguarda anche i funzionari eletti della Russia: secondo il presidente della Duma di Stato russa, anziché aiutarla, Washington sta pianificando la carestia in Ucraina. Alcuni messaggi di disinformazione simili sostengono che l’Ucraina stessa stia bloccando le navi nei suoi porti, una dichiarazione smentita dai verificatori dei fatti ucraini.

In particolare, alcuni messaggi della disinformazione pro-Cremlino precedenti rivolti al pubblico mondiale raffiguravano l’aggressione russa contro l’Ucraina come una risposta a un «complotto dell’Occidente» (dare un’occhiata anche qui). Ora le narrazioni fanno sì che le bugie sulla sicurezza alimentare globale «puntino il dito all’Occidente».

Gli organi di informazione pro-Cremlino hanno riservato al pubblico di lingua russa una strategia ancora più subdola: nel corso degli anni, hanno sempre negato il verificarsi dell’Holodomor, ossia la carestia di fattura umana progettata da Stalin per distruggere la classe contadina ucraina, che costò la vita a milioni di persone negli anni trenta del secolo scorso. Adesso, gli organi di informazione pro-Cremlino sostengono che è la Russia a evitare che Kiev metta in atto un nuovo Holodomor in Ucraina, bloccando i porti ucraini sul Mar Nero. La Russia, in foggia tipicamente orwelliana, è rappresentata come la «salvatrice», proprio mentre le sue azioni stanno provocando una crisi alimentare globale.

I RESOCONTI DELLA DISINFORMAZIONE RUSSA SULLA FORNITURA ALIMENTARE GLOBALE: L’UCRAINA VENDE IL SUO GRANO PER PAGARE LE ARMI – WASHINGTON STA PIANIFICANDO UNA CARESTIA IN UCRAINA – LA RUSSIA EVITA CHE KIEV ORGANIZZI UN HOLODOMOR IN UCRAINA – LA COLPA DELL’INNALZAMENTO DEI PREZZI ALIMENTARI È DI USA, CANADA E SVIZZERA

La disinformazione a tema NATO: la sovranità perduta e il collasso imminente

Questa settimana, gli organi di disinformazione russi hanno continuato a concentrarsi sulle candidature ufficiali di Finlandia e Svezia per aderire alla NATO, riportando alla ribalta alcuni dei tropi di disinformazione di più vecchia data custoditi nel manuale del Cremlino.

Tra questi figura il resoconto della «sovranità perduta», per cui gli organi di disinformazione dichiarano che determinati paesi hanno smesso di detenere una concreta sovranità. A questo giro spetta agli americani, che hanno deciso che la Svezia doveva aderire alla NATO, secondo la portavoce del ministero russo degli Affari esteri. Un altro esempio di tropo di disinformazione riguarda il «collasso imminente», di solito adoperato dal Cremlino per rivolgersi al pubblico in momenti contraddistinti da disordini politici e sociali (vedere gli esempi passati relativi a migrazione, COVID-19 e cultura occidentale). Inoltre, questa settimana è comparso un esempio piuttosto bizzarro: un opinionista della frangia pro-Cremlino ha affermato che Finlandia e Svezia potrebbero non fare in tempo ad aderire alla NATO prima del suo collasso.

Ciò si pone in forte contrasto con la consueta retorica del Cremlino sulla NATO, che illustrava l’Alleanza come la causa di una futura Terza guerra mondiale, nonché l’eventualità di un ampliamento della NATO quale «motivo» per attaccare l’Ucraina.

Sempre questa settimana:

  • «FastJet1 sostiene che l’America non aiuterà l’Ucraina»: gli organi di informazione pro-Cremlino insistono nel presentare commenti anonimi riportati sotto le notizie degli organi di informazione occidentali come fonte legittima dell’opinione pubblica. Si tratta di una tattica svelata dallo studio dell’Università di Cardiff (vedere gli esempi precedenti su questa tecnica relativi all’Eurovision);
  • gli organi di disinformazione russi, nel tentativo di sabotare il sostegno pubblico alle persone ucraine rifugiate, mettono in circolazione dichiarazioni false secondo cui alcuni rifugiati ucraini hanno dato fuoco a una casa in Germania mentre cercavano di bruciare una bandiera russa, facendo così girare il tropo della «russofobia». Tali dichiarazioni sono state smentite sia da verificatori dei fatti tedeschi e russi;
  • continua a circolare un resoconto di disinformazione sui presunti laboratori militari sostenuti dagli Stati Uniti e situati in Ucraina. Questa volta, gli organi di informazioni russi controllati dallo Stato hanno asserito che i componenti delle armi biologiche erano stati prodotti a Mariupol. È possibile scoprire di più qui sulle differenze nette tra lo sviluppo di armi biologiche e la legittima ricerca in tal campo.