La propaganda pro-Cremlino alla canna del gas

Settembre 08, 2022

    Questa settimana, il Cremlino ha finalmente mostrato le sue carte quando il portavoce Dmitry Peskov ha ammesso un fatto ovvio, ovvero che le forniture di gas della Russia all’UE sono state e resteranno sospese non tanto per un presunto intervento di manutenzione del gasdotto Nord Stream 1, ma perché il gas è uno strumento di ricatto politico custodito nella valigetta dell’influenza del regime.

    Ora, se la Russia vi getta nella più totale confusione in merito alla sua posizione nei confronti delle sanzioni dell’UE, non preoccupatevi: non è colpa vostra, ma loro. Mentre una sezione dell’ecosistema della disinformazione insiste nel ribadire a giorni alterni che le sanzioni dell’UE non starebbero sortendo alcun effetto sulla Russia danneggiando invece l’UE, altre sezioni del Cremlino si stanno impegnando al massimo affinché l’UE ritiri le sanzioni.

    Detto ciò, l’energia dei propagandisti del Cremlino sembra non esaurirsi mai e, infatti, da qualche tempo dipingono un quadro apocalittico del prossimo inverno in Europa, prevedendo l’imperversare di un deficit energetico e di proteste di massa. Essi si spingono fino a dichiarare che la Russia dovrà mettere a punto «pacchetti turistici» per i cittadini europei che vorranno «superare» l’inverno nell’«agio russo», e che senza il gas russo la Germania si tramuterà in uno Stato rurale. In pratica, asseriscono che l’unica opzione per l’Europa è voltare le spalle all’Ucraina, poiché a quanto pare non esistono alternative al gas russo. Tutto ciò non è affatto vero: se da un lato l’UE deve adeguare il proprio portafoglio energetico, il che richiederà un certo sforzo, dall’altro prima l’UE sarà in grado di liberarsi della sua dipendenza dall’energia russa, meglio sarà a lungo termine.

    SE LE SANZIONI NON FUNZIONANO PERCHÉ LA RUSSIA HA SOSPESO IL GAS FINCHÉ NON SARANNO RITIRATE LE SANZIONI?

    Immagine gentilmente concessa da DG MEME

    Rimanendo sullo stesso argomento, il 3 settembre è stato caricato su Telegram un video alquanto bizzarro che illustra l’UE patire un inverno rigido a causa della presunta assenza di energia russa. Il video è presto diventato virale diffondendosi su altre piattaforme tra cui VKontakte, Twitter e YouTube. I messaggi, compreso il video, hanno raccolto oltre 2,4 milioni di visualizzazioni solo su Telegram. Inoltre, il video è stato amplificato da una serie di organi di informazione, come ad esempio Tsargrad TV, affiliato all’ecosistema della disinformazione.

    Se il video è il tentativo di fare perdere il sonno ai cittadini dell’UE riguardo al prossimo inverno, non si rivela molto ben studiato. In primo luogo, la musica utilizzata nel video è accompagnata dal testo scritto da Jurij Vizbor, un famoso bardo e poeta di padre lituano, perito durante le purghe staliniane, e di madre ucraina. In secondo luogo, il video mostra pale eoliche e pannelli solari e potrebbe dare l’impressione di essere una pubblicità per le energie rinnovabili. Infine, parte del filmato in cui si scorge un’Europa avvolta nella morsa del ghiaccio risulta effettivamente girata nella città russa di Krasnojarsk.

    Le sanzioni non funzionano, ma tentiamo di aggirarle comunque

    L’energia non è l’unico settore in cui le sanzioni stanno colpendo la Russia: quelle imposte dall’UE su cinque prolifici organi di disinformazione pro-Cremlino, determinanti nel sostenere gli sforzi bellici della Russia, stanno costringendo i disinformatori del Cremlino a fare gli straordinari allo scopo di tentare di raggiungere almeno una frazione del pubblico a cui si rivolgevano in precedenza nell’UE.

    In sintesi: il 2 marzo, appena una settimana dopo l’avvio della guerra di aggressione non provocata contro l’Ucraina da parte della Russia, l’UE ha interrotto le attività di radiodiffusione di RT e Sputnik, due organi di disinformazione pro-Cremlino caratterizzati da una forte prolificità. La decisione di ottundere le autodefinitesi armi dell’informazione del Cremlino è stata puntuale, accolta con ampio favore in tutta l’UE e giuridicamente valida, come decretato dalla Corte di giustizia europea. A inizio giugno, l’UE ha sospeso le attività di radiodiffusione di altri tre canali controllati dallo Stato russo.

    Malgrado il Cremlino continui a liquidare le sanzioni dell’UE definendole inefficaci, i suoi organi di disinformazione si sforzano di scovare modi per aggirarle. Ad esempio, in Italia, un canale Telegram appartenente all’edizione in lingua italiana di Sputnik pubblica contenuti sulla piattaforma di social media Sfero a cadenza giornaliera. Stranamente, Sfero è una «piattaforma di social media alternativa» che afferma di non censurare alcun contenuto, offrendo un piano pubblicitario che garantisce 30 000 visualizzazioni a post con un pagamento di 90 euro. Secondo i verificatori dei fatti indipendenti italiani, sembra che la piattaforma conferisca visibilità ai canali noti per la diffusione di cattiva informazione e disinformazione, principalmente correlate alla COVID-19 e alle teorie complottistiche. Eppure, pur cambiando il nome e la piattaforma di erogazione, i contenuti promossi sui nuovi canali riconducono alla medesima fonte.

    Alcuni tentativi recenti volti a eludere le sanzioni sono evidenti anche in Germania. Una serie di canali Telegram condivide collegamenti che reindirizzano gli utenti a domini speculari di RT, mentre altri sono impiegati come canali intermediari per richiedere accesso a gruppi Telegram privati, e altri ancora riuniscono i servizi forniti da altri canali Telegram della frangia pro-Cremlino.

    Un ulteriore esempio dei tentativi del Cremlino di sottrarsi alle misure restrittive dell’UE consiste nell’agghindare i contenuti degli organi di disinformazione sanzionati con una nuova veste. Ad esempio, il canale YouTube in spagnolo «Sepa Más» pubblica semplicemente video prodotti dall’edizione spagnola di RT, sostituendo unicamente il logo di RT con l’insegna di Sepa Más. Un’altra sezione del canale contiene collegamenti che portano ad articoli pubblicati su esrt.press, uno dei domini speculari utilizzati da RT in spagnolo.

    È da diversi mesi che EUvsDisinfo e altre testate hanno riscontrato ed esposto tentativi analoghi. Le misure che i disinformatori pro-Cremlino sono disposti ad adottare nel tentativo di circumnavigare le sanzioni dell’UE per trasmettere i propri messaggi sono la prova di per sé, sebbene aneddotica, che limitare l’accesso alla propaganda pro-Cremlino li colpisce nel punto dolente ostacolandone gli sforzi bellici.

    Anche se non l’hanno detto, facciamo finta che sia così

    I disinformatori pro-Cremlino si sono davvero tenuti occupati la scorsa settimana e, a coronamento di tutto, si sono scagliati contro l’alto rappresentante dell’UE, Josep Borrell. Lavrov e persino Putin sono a caccia di bersagli, per cui distorcono, travisano e inventano parole al fine di insinuare che l’alto rappresentante abbia definito la Russia un regime fascista.

    Innanzitutto, l’alto rappresentante dell’UE, Josep Borrell, non ha qualificato la Russia e il suo regime come fascista. Nel corso di uno scambio interparlamentare, rispondendo alle domande, si è riferito a un punto formulato da un relatore precedente. Inoltre, la vita, le affermazioni e l’intera storia dell’alto rappresentante mostrano molto chiaramente da quale parte sia schierato: si è sempre opposto al regime di Franco, ha partecipato alla lotta antifranchista e ha difeso la democrazia e i diritti umani. Qualunque affermazione che indichi il contrario non è altro che un’autentica mistificazione che evidenzia l’assenza di conoscenza di fatti ampiamente reperibili. L’estrapolazione delle parole dal proprio contesto e il loro successivo rimaneggiamento per adeguarle alle proprie esigenze è una strategia tipica adoperata ormai da secoli dai disinformatori pro-Cremlino: quindi, in fin dei conti, nulla di nuovo.

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