Il 9 marzo ha avuto inizio l’udienza del processo sul caso MH17. Cosa è accaduto da allora sul versante della disinformazione? Si riscontrano schemi precisi e le macchinazioni di Alexander Malkevich.

Di recente, Il giornale olandese NRC ha riportato che il giorno prima dell’inizio del processo sul caso MH17, sia stata organizzata una conferenza ad Amsterdam dal nome: «MH17, in missione per la giustizia».

Tra i relatori figurava Alexander Malkevich (sebbene non apparisse nel video realizzato dall’organizzatore).

Malkevich è un personaggio non gradito negli Stati Uniti, essendo stato sanzionato dal Tesoro degli Stati Uniti, che nel 2018 ne ha deliberato il coinvolgimento nella diffusione di propaganda elettorale tramite il sito web in lingua inglese «USA Really», una creatura della fabbrica di troll di Yevgeni Prigozhin. Più tardi Malkevich ha trasferito le sue attività in Libia.

Malkevich, nato a San Pietroburgo nel 1975, è attualmente presidente della Fondazione per la salvaguardia dei valori nazionali e presiede la Commissione della camera civica della Federazione russa in materia di mezzi di comunicazione.

La conferenza era stata organizzata dal giornale cartaceo «de andere krant», distribuito gratuitamente ai cittadini olandesi. In passato Malkevich si era persino occupato di scrivere un pezzo (pag. 5 in olandese) in questa testata, in cui proclamava che le indagini relative all’MH17 fossero trainate da una sorta di «irrazionalità anti-russa».

Come si sono svolti gli interventi di Malkevich rispetto a ciò che si è visto sul caso MH17 a partire dall’inizio del processo?

All’avvicinarsi della data del 9 marzo 2020, stabilita per il processo penale sull’MH17, il metodo delle «narrazioni in ottica preventiva» si è palesato in maniera significativa. Poche settimane prima del processo, diverse fonti pro-Cremlino hanno pubblicato notizie sensazionali facenti riferimento a «nuovi documenti trapelati» che avrebbero dimostrato l’assenza di sistemi missilistici BUK nell’area dell’incidente. Il portavoce del Cremlino ha colto questa opportunità per dichiarare che «la Russia aveva ragione», accusando gli investigatori internazionali di parzialità contro la Russia.

Le bizzarre scoperte sono state immediatamente smentite dai giornalisti indipendenti russi di the Insider e Meduza, che hanno semplicemente definito inconsistenti le rivelazioni pro-Cremlino.

Quindi, cosa è successo dal 9 marzo?

Se ci soffermiamo unicamente sul numero di messaggi di disinformazione registrati nel nostro database, si nota un incremento di casi in prossimità del giorno di inizio del processo. Nel nostro database troviamo 24 casi intorno alla data del 9 marzo che, con il passare del tempo, sono calati un po’ in aprile e maggio, assestandosi rispettivamente su sei e sette casi al mese. Tuttavia, in giugno e luglio, si è assistito a un innalzamento, arrivando rispettivamente a 17 e 18 casi, a cui è poi seguito nuovamente un crollo in agosto e settembre con un caso al mese.

Risulta complicato fornire una spiegazione precisa dei picchi di casi verificatisi in giugno e luglio poiché in questi mesi non sembra essere accaduto nulla pubblicamente in relazione al processo. Ciononostante, esulando dall’ambito della procedura penale, il 10 luglio 2020 il governo olandese ha dichiarato la decisione di voler portare la Russia davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo per il «suo ruolo nell’abbattimento» del volo MH17 e, in alcuni casi, le narrazioni hanno reagito in modo diretto a tale decisione.

Nel corso dell’ultimo mese, la maggior parte dei casi ha reiterato la solita dichiarazione riguardo all’assenza di prove che dimostrino il coinvolgimento della Russia nell’abbattimento dell’aereo, ad esempio, basandosi sul fatto che la Squadra investigativa comune (JIT, Joint Investigation Team) non avesse fornito prove chiare, ma solo affermazioni generiche oppure lamentando la mancanza di prove che l’aereo fosse stato abbattuto da un missile BUK russo o proclamando che la JIT avesse impiegato così tanto tempo per presentarne rapporto poiché non esisteva alcuna prova al riguardo, altrimenti quest’ultima si sarebbe già adoperata a farlo.

Queste narrazioni non tengono affatto conto dell’indagine penale a conduzione olandese da parte della Squadra investigativa comune (JIT) in atto dal 2014. Il 28 settembre 2016, la JIT ha annunciato che il volo MH17 era stato abbattuto da un missile della serie 9M38, lanciato da un sistema missilistico BUK TELAR. Tale annuncio si fondava su un’indagine avvalorata dalla presenza di conclusioni effettive e di prove concrete.