L’ultimo rapporto del SEAE sulle minacce FIMI rivela come le democrazie siano sistematicamente minate da potenze straniere. Non si tratta solo di un attacco ai fatti, ma di una spinta strategica contro le nostre istituzioni e il nostro tessuto sociale, sfruttando qualsiasi cosa, dalle elezioni alle crisi globali fino alle figure più autorevoli.
Il Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE) ha pubblicato la sua seconda relazione sulle minacce di Manipolazione delle informazioni e ingerenze da parte di attori stranieri (FIMI, Foreign Information Manipulation and Interference). Leggi il rapporto completo qui.
L’ultimo rapporto documenta meticolosamente oltre 750 incidenti FIMI , dipingendo un quadro drammatico riguardante le campagne di manipolazione e disinformazione diffuse e mirate. Questa seconda iterazione si basa sul quadro concettuale del rapporto precedente per aggiungere passaggi concreti di analisi e risposta collettiva.
Il rapporto evidenzia l’ampiezza e la profondità di questi attacchi, che hanno preso di mira 149 organizzazioni, inclusi i media più autorevoli, e 59 persone, tra cui leader di alto profilo come il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, sottolineando un’allarmante escalation nel colpire strategicamente figure di Stato e comunità vulnerabili.
Ovviamente è presente la Russia, ma non è l’unica
Il rapporto sottolinea gli sforzi incessanti, sistematici, strategici e accuratamente orchestrati delle potenze straniere per distorcere la realtà condivisa, seminare deliberatamente il caos e alimentare il conflitto sociale. Gli attori di queste minacce continuano incessantemente le loro campagne di influenza e interferenza mirate alle nostre società e ai nostri interessi.
Non si limitano a diffondere manipolazioni e disinformazione; stanno conducendo una sofisticata guerra ai fatti e alla verità, cercando di seminare discordia, istigare la paura e alimentare l’odio, erodendo così le fondamenta stesse delle nostre società e delle nostre istituzioni democratiche.
La Russia è l’esempio più evidente degli attori delle minacce attualmente in campo, e, tra le altre cose, intende giustificare la sua guerra di aggressione contro l’Ucraina. Conosciamo bene questo attore di minacce e la sua “industria della menzogna”, poiché da quasi nove anni informiamo il pubblico sulle manipolazioni a pro-Cremlino.
Tuttavia, ci sono altri giocatori in campo impegnati nella manipolazione intenzionale della conversazione pubblica, come la Cina, che abbiamo citato più volte sulle pagine di EUvsDisinfo.
La mano russa nelle elezioni spagnole
Inizia la corsa verso le elezioni europee del giugno 2024. Un esempio puntuale di interferenza russa riguarda l’ingerenza dell’ecosistema FIMI pro-Cremlino nelle elezioni spagnole del 2023.
In quel caso, un account Telegram del governo russo aveva iniziato promuovendo un elenco di canali successivamente utilizzati per attività di disinformazione. In seguito, una rete di hacktivisti filorussi diffuse dati presentati falsamente come trapelati da siti web spagnoli ed europei, una tattica per minare la fiducia in queste entità.
Durante le elezioni vennero diffusi contenuti ingannevoli, tra cui schede elettorali false e una bufala su un attacco terroristico, per seminare confusione. Dopo le elezioni, un video su un account YouTube in spagnolo dell’emittente RT, già sottoposta a sanzioni, affermò che la direzione politica della Spagna fosse controllata da poteri esterni come l’UE, la NATO e determinati paesi. Si tratta di un altro esempio della narrazione della “sovranità perduta”, a cui i manipolatori filo-Cremlino attingono costantemente.
L’Ucraina è l’obiettivo principale, ma nessuno è immune
I risultati del rapporto sono basati sull’analisi di un campione di oltre 750 casi di incidenti FIMI indagati tra il 1° dicembre 2022 e il 30 novembre 2023. I casi sono stati raccolti dal SEAE e analizzati secondo la metodologia delineata nella prima relazione del SEAE sulle minacce FIMI.
Come nel rapporto dello scorso anno, l’Ucraina resta il principale obiettivo delle operazioni FIMI che minano la stabilità e la sicurezza del paese, con 160 casi documentati. Questo risultato è supportato dal database sulla disinformazione di EUvsDisinfo, che attualmente ospita oltre 7.000 casi di disinformazione riguardanti l’Ucraina.
Tuttavia, nessuno è rimasto immune e gli attori delle minacce hanno preso di mira obiettivi in tutto il mondo. Complessivamente, 149 diverse organizzazioni sono state prese di mira per oltre 300 volte. Tra le vittime figurano l’UE e i suoi Stati membri, la NATO, noti media come Reuters e il New York Times, attori della società civile e altri ancora.
Il database EUvsDisinfo fornisce ulteriori conferme sugli obiettivi chiave identificati, in quanto il database contiene 3.300 casi legati alla NATO e più di 3.100 casi legati all’Unione Europea.
Destinatari: leader di stato e comunità vulnerabili
Gli attacchi si sono concentrati anche su 59 persone, dai leader dell’Unione Europea e dei suoi Stati membri a quelli stranieri, come il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Il Presidente Zelensky è stato identificato quale obiettivo chiave anche negli articoli di EUvsDisinfo, incluso questo, nonché nel nostro database, che presenta oltre 300 casi di disinformazione che lo riguardano.
Nello scorso anno sono stati registrati anche attacchi FIMI basati sul genere e contro la comunità LGBTIQ+, dimostrando una tendenza preoccupante degli attori ostili che prendono di mira gruppi e comunità vulnerabili.. Ciò è stato documentato nel recente rapporto del SEAE, “FIMI rivolta alle persone LGBTIQ+: Analisi ben informate per proteggere i diritti umani e la diversità”, nonché da EUvsDisinfo con articoli come questo e un video pubblicato di recente che tratta lo stesso argomento.
Sfruttamento delle celebrità e degli eventi globali
Gli attacchi FIMI hanno coinvolto celebrità di fama mondiale, tra cui l’attrice cinematografica Margot Robbie, le cui voci, dichiarazioni e volti sono stati utilizzati in malafede negli incidenti FIMI per raggiungere un pubblico nuovo e più ampio.
Non sorprende che gli attori delle minacce cerchino di sfruttare gli eventi che attirano l’attenzione a livello globale. Il rapporto ha rilevato che in più di un quinto degli incidenti indagati, gli attori delle minacce si sono opportunisticamente appoggiati a emergenze, elezioni, vertici e altri eventi di alto profilo per manipolarne la narrazione dirottando l’attenzione in modo strategico.
Evidenziare il coordinamento tra più piattaforme
Negli incidenti FIMI indagati, gli attori delle minacce operano abitualmente coordinando più piattaforme.
Tale tattica viene utilizzata per spargere i messaggi in modo più efficace e per creare un’impressione falsa di discussione o interesse ad alta diffusione. Il processo prevede in genere la disseminazione iniziale di contenuti su una piattaforma, per poi amplificarli coordinandone la condivisione e la discussione su altre piattaforme. Ciò può contribuire a oscurare la fonte originale dell’informazione e a farla apparire più credibile o ampiamente accettata.
Un esempio dell’uso da parte del Cremlino del coordinamento su diverse piattaforme è stato riportato in questo articolo di EUvsDisinfo riguardante l’ecosistema pro-Cremlino che diffondeva bugie sui bambini ucraini.
Secondo il rapporto, oltre 4.000 canali legati ad attori FIMI ben noti si sono attivati 9.800 volte in 750 incidenti indagati. In questo caso, i canali possono essere siti web o profili, gruppi e pagine sui social media. Le piattaforme più spesso coinvolte in questi casi sono Telegram e X (ex Twitter). In ogni caso, sono state osservate attività FIMI su praticamente tutte le altre piattaforme, siano esse di larga diffusione che nuove o di nicchia.
La reazione alle FIMI richiede un’intera comunità
Ognuno di noi, dai politici ai giganti tecnologici, passando per le organizzazioni non governative e i singoli individui, ha un ruolo da svolgere nella salvaguardia dell’integrità delle informazioni vitali per le società aperte e le loro funzioni fondamentali, come le elezioni democratiche. Il più recente rapporto del SEAE sulle minacce FIMI traccia un percorso che parte dalla frammentazione degli sforzi per arrivare alla difesa in rete con risposte condivise.
Il contenuto del rapporto è focalizzato sull’invito rivolto a tutti gli attori interessati di passare dall’utilizzo delle informazioni condivise a risposte collaborative e collettive. Questo può è possibile collegando in modo ancora più efficace l’analisi e gli approfondimenti a risposte tempestive. Il rapporto sottolinea inoltre l’importanza della cooperazione tra tutte le parti interessate che possiedono strumenti chiave per rispondere alla manipolazione intenzionale dell’ambiente informativo.
Noi di EUvsDisinfo e i nostri colleghi del SEAE e di altre istituzioni dell’UE facciamo parte di questa risposta comunitaria e continuiamo a proteggere l’integrità delle informazioni in diversi modi. Queste modalità includono tra l’altro la sensibilizzazione sulle FIMI e sulla disinformazione, lo smascheramento degli attori delle minacce e dei loro metodi, l’assistenza ai partner nello sviluppo delle loro capacità, la condivisione di informazioni, strumenti e migliori pratiche e infine la difesa come singola rete e la reazione come comunità.
Il secondo rapporto del SEAE sulla Manipolazione delle informazioni e ingerenze da parte di attori stranieri può essere letto e scaricato integralmente qui.